L’idea che la coscienza possa essere ridotta a un algoritmo nasce da una fiducia eccessiva nella chiarezza del calcolo. Gli algoritmi sono sequenze finite, regole che trasformano input in output con una logica impeccabile. La coscienza, invece, non è mai solo trasformazione: è esperienza, è presenza, è il modo in cui il mondo accade dall’interno. […]
Perché la coscienza non è un algoritmo